ecografiaL' ecografia è un esame di facile esecuzione, estremamente attendibile e privo di controindicazioni, permette una valutazione diretta della ghiandola, nella sua forma e nella sua struttura.

L’esame ecografico, oltre ad escludere malattia, evidenzia l’aumento di volume, gozzo, della ghiandola, formazioni nodulari più o meno sospette, la presenza di infiammazione acuta o cronica , detta tiroidite, linfonodi laterocervicali aumentati di volume. Inoltre è in grado di riconoscere disomogeneità diffuse come la fibrosi, macro e micro calcificazioni, accumuli colloidali e neoformazioni anche di pochi millimetri.

Il color-doppler studia la vascolarizzazione dei noduli e della ghiandola indirizzando verso una diagnosi di natura. Non è in grado di riconoscere e differenziare in assoluto lesioni benigne e maligne per cui in caso di sospetto diagnostico è necessario l’agoaspirato ecoguidato (FNA).

Lo studio ecografico

Di seguito vi è una descrizione a carattere “scientifico” dello studio ecografico dedicata al paziente che ha eseguito un esame ecografico e vuole chiarire un dubbio in merito ad un referto ecografico. Per questo motivo l’esposizione sarà il più possibile semplice e descrittiva.

L’approccio ecografico prevede la localizzazione della ghiandola nella sua sede naturale, nella regione anteriore del collo davanti alla laringe ed i primi anelli tracheali. In caso di agenesia, evento raro, non è possibile individuare la ghiandola, mentre in caso di ectopia si evidenzia tessuto tiroideo in altre zone del collo come alla base della lingua. In caso di intervento chirurgico di asportazione totale o parziale si vedranno gli esiti chirurgici o eventuali residui.

diametro tiroideIl diametro antero-posteriore è quello più importante; nel soggetto sano non supera i 15 mm, mentre diviene patologico oltre i 20 mm dando origine alla patologia detta gozzo.

struttura tiroideL’ecostruttura può essere omogenea, finemente disomogenea o estremamente disomogenea in caso di tiroidite con la presenza distrie fibrose alternate ad aree anaecogene o in caso di multiple formazioni nodulari.

formazione solidaLo studio dei singoli lobi permette di evidenziare formazioni solide, liquide o miste ovvero solide e liquide in percentuale variabile.

La formazione solida o nodulo sarà descritta nelle:

  • dimensioni (in genere due)
  • ecogenicità (isoecogeno, ipoecogeno, iperecogeno)
  • margini (netti ed uniformi o irregolari e dentellati)
  • eventuale presenza di sostanza liquida
  • calcificazioni (macro o micro)
  • vascolarizzazione (non vascolarizzato, vascolarizzato perifericamente, perifericamente e all’interno).

 

 
formazione liquidaLa formazione liquida sarà descritta nelle:

  • dimensioni
  • margini
  • presenza di tessuto tiroideo aggettante
  • eventuale vascolarizzazione

Lo studio della vascolarizzazione riguarda oltre che le formazioni anche l’intera struttura ghiandolare. Una vascolarizzazione estremamente accentuata su tutto l’ambito ghiandolare è indice di infiammazione acuta.

Lo studio dei linfonodi del collo ne accerta un aumento del volume e l’alterazione della loro struttura.

asse tracheaCon l’esame ecografico è infine possibile valutare l’asse della trachea.

In caso di aumento di volume della ghiandola ed in particolare di un solo lobo potrà essere evidente una deviazione della trachea. Questa rappresenta un'indicazione ad intervento chirurgico.